Per soddisfare la curiosità delle nostre amiche lettrici (e anche di qualche maschietto, perché no?) siamo riuscite a contattare ALESSANDRA GALLO e KATYA CHIAPPARA, che si
sono pazientemente sottoposte al nostro interrogatorio.
Di Simona Loaldi
Sembra scontato, ma la prima cosa che vorrei chiederti è: come vi siete conosciuti?
Katya : Ero in villeggiatura a Roccaraso, dodici anni fa, e Roberto si trovava in ritiro con la squadra (il Chieti Calcio, N.d.R.). Ci siamo conosciuti sulla passeggiata del lungomare. Allora ero molto giovane (avevo solo diciassette anni) e andavo ancora a scuola, quindi non abbiamo avuto modo di frequentarci assiduamente. Alla fine delle vacanze, entrambi
siamo tornati alla nostra vita quotidiana, continuando però a sentirci per telefono e
appena era possibile, trovavamo il modo per incontrarci e passare un po’ di tempo insieme.
Dopo due anni ho terminato gli studi e raggiunto la maggiore età, quindi abbiamo deciso
di fare un passo in avanti e andare a vivere insieme.
In seguito, a completare il quadro, è arrivata Alice, nostra figlia, che oggi ha sette anni.
Alessandra: Ho conosciuto Fabio a Genova, durante una serata in discoteca. Il primo approccio non è stato dei migliori, perché io stavo un po’ sulle mie, anche se lui mi ha colpita da subito. La verità è che non volevo dare l’impressione di essere una delle tante ragazze che corrono dietro ai calciatori… e ammetto che la tattica ha funzionato! Anche se Fabio è rimasto un po’ infastidito dal mio atteggiamento, non si è perso d’animo e mi ha convinta a uscire con lui. Così abbiamo cominciato a conoscerci, e ad apprezzarci l’un l’altra. Dopo tre anni di fidanzamento ci siamo sposati e oggi abbiamo due bambine: Andreea, di otto anni, e Caterina, di quattro.
Ma la “prima figlia”, se si può dire così, è stata Birba, il nostro cane, una bella vecchietta di quattordici anni.
Prima della nascita delle bimbe, anche tu facevi la globetrotter come Giulia e Martina, seguendo il tuo compagno in giro per l’Italia?
Katya : Sono stata in giro con lui per circa dieci anni…ti lascio immaginare!
Nel 2001 ci siamo fermati a Treviso, una bellissima città dove mi sono trovata molto bene, e ci siamo rimasti per cinque anni. Da lì ci siamo spostati ad Arezzo, ma dallo scorso gennaio Roberto è stato chiamato a Novara, quindi io mi sono stabilita a Roma, per stare vicino ai miei genitori.
Questo perché Alice aveva appena iniziato la scuola elementare e non ce la siamo sentita di negarle un punto di riferimento importante al quale aveva appena cominciato ad abituarsi.
Ora è Roberto a condurre una vita da pendolare…la domenica sera, dopo la partita, lascia Novara e ci raggiunge a casa, poi il martedì fa ritorno per gli allenamenti.
Ma per il bene dei figli si fa questo e molto di più!
Alessandra : Anch’io ho viaggiato molto… lavoravo in una grossa azienda nazionale, e mi organizzavo i turni per poterlo seguire ovunque. Dopo il matrimonio non mi hanno concesso il trasferimento vicino a casa e allora ho rassegnato le mie dimissioni.
Attualmente lavori fuori casa oppure ti dedichi completamente alla professione di mamma e moglie?
Katya : Al momento faccio solo la mamma e riconosco che per me è una fortuna, anzi, un privilegio, che purtroppo non è concesso a tutte. Quando la bambina sarà cresciuta e più indipendente, probabilmente cercherò un impiego anche fuori casa, che mi permetta di accrescere la mia realizzazione personale.
Alessandra : Essere la mamma di due figlie è un lavoro a tempo pieno. La mattina le bimbe vanno a scuola e all’asilo e, dopo le faccende di casa, ogni tanto riesco a ritagliarmi un’ora o due da dedicare a me stessa, per leggere o andare in palestra. Il pomeriggio lo trascorro con Andreea e Caterina, le porto a lezione di nuoto e di danza, oppure semplicemente gioco con loro.
A proposito di gioco, possiamo tornare all’argomento calcio? Hai una squadra del cuore a cui tieni
in modo speciale?
Katya : Tempo fa tifavo per la Roma. Poi ho diluito questa passione, interessandomi più al gioco in sé che a una squadra in particolare, forse anche perché Roberto ha cambiato spesso città e io con lui. Devo dire però che mi sono completamente “disamorata” quando ho cominciato a vedere tutta questa violenza negli stadi. Sono arrivata al punto di dover tappare le orecchie di Alice per non farle sentire oscenità di ogni tipo, che provenivano dal vicino di posto. Certa gente purtroppo non capisce il male che sta facendo al calcio con questi atteggiamenti.
Alessandra : Sono sempre stata tifosa delle squadre in cui ha giocato Fabio, ma nel mio cuore c’è un angolino speciale per la Juventus. ( Fabio non te la prendere, dai! N.d.R.)
Ci sarebbero ancora tante cose da scrivere ma purtroppo lo spazio disponibile è agli sgoccioli… Vogliamo ringraziare Alessandra e Katya per la bella chiacchierata e per averci dedicato una parte del loro tempo,accogliendo con simpatia una tremenda ficcanaso…