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09 Febbraio 2010
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STORIA
immagine storica
Nel dicembre del 1908 nasce la F.A.S, Football Association Studenti, che diventerà il primo nucleo del Novara Calcio. Gli otto giovani studenti del Liceo Carlo Alberto, di età compresa fra i 15-16 anni, hanno nomi che diventeranno di spicco nella storia del calcio, non solo novarese. Fra questi possiamo ricordare l’Ingegnere Gianni Canestrini e l’Avvocato Piero Omodei-Zorini. A Novara in quei tempi erano presenti altre piccole realtà calcistiche come la Voluntas, la Pro Scalon, la Ginnastica e Scherma, la Forza & Speranza, il Collegio Gallarini e molte altre rappresentative studentesche. Nel novembre del 1912 i migliori giocatori di queste squadre saranno chiamati a formare il Novara Calcio, che farà il suo primo debutto nel campionato italiano. Era precisamente il 3 novembre 1912 quando il Novara esordì con una serie di partite che furono disputate sul campo di via Lombroso, donato dall’allora presidente Guido Beldì.

La prima partita venne disputata contro una squadra già allora blasonata come il Torino, che vinse per 2-1, e la prima rete novarese venne siglata da Mario Meneghetti, bandiera ancora indiscussa.
La squadra ufficiale del Novara, maglia azzurra con scudetto crociato e pantaloni bianchi, ha ormai conquistato il pubblico che accorre sempre più numeroso allo stadio.
In quegli anni il Novara formava insieme alla Pro Vercelli, al Casale e all’Alessandria il “quadrilatero piemontese”. La nostra squadra disputò ben otto campionati nella massima serie tra il 1948 e il 1956, proprio negli anni in cui il calcio divenne di massimo interesse, riuscendo a fare bene con le poche forze a disposizione, viste anche le difficoltà sempre maggiori che andava ad affrontare a causa dell’indiscusso potere di altre società più blasonate. Inoltre le enormi difficoltà economiche, furono la causa delle cessioni
dei pezzi pregiati di quei tempi, e si dovette puntare su prestiti poco onerosi.
Nonostante tutto alcune salvezze furono conquistate a pieno merito. Va quindi ricordato il fantastico ottavo posto raggiunto nel 1952, che confermava il Novara la migliore fra le cosiddette “provinciali”.

Per questi anni di permanenza nella massima serie, il Novara deve ringraziare in particolare l’indiscusso “Silvio Piola” che con i suoi innumerevoli gol (che a fine carriera saranno più di 300), ha apportato un ottimo contributo alla causa novarese. Nel 1956 arriva la retrocessione in serie “B” e cinque anni dopo un’altra retrocessione, che fa scivolare il Novara in serie “C” a causa di illeciti non ancora ben chiariti.
Ancora qualche bel campionato in serie “B” ma poi nel 1977 il Novara incappò nella storica retrocessione in serie “C” e nel 1981 in "C2", che diede inizio ad un lungo calvario durato vent’anni. Nel 95-’96 il Novara Calcio ritorna in serie C1, ma la gioia per questo risultato non era ancora stata assaporata che l’anno successivo i biancoazzurri dovettero nuovamente fare i conti con la retrocessione.

Passano altri anni di totale ombra fino alla storia più recente dove il tanto sognato ritorno in C1 prima viene sfiorato nel 1995 contro il Saronno e successivamente nel campionato 2001/2002 contro la Pro Patria. La stagione 2002/2003 ha regalato emozioni incredibili non solo alla squadra allenata da Luciano Foschi e ai tifosi bianco-azzurri, ma anche all'intera città che ha festeggiato a fine campionato la promozione in serie C1.

Nel campionato 2003/2004 il Novara si classifica al 13° posto, la stagione successiva 2004/2005 arriva 15° e disputa i play-out contro il Como guadagnandosi la permanenza in C1.

Nella stagione 2005/2006 gli Azzurri si classificano all'8° posto.

SILVIO PIOLA
L'uomo, il calciatore, il mito

Il nome di Silvio Piola evoca ancora oggi nei giovani calciatori grande rispetto e, nelle persone con qualche anno in più, splendidi ricordi legati ad un mondo del pallone ormai lontano, fatto principalmente di talento e fatica. Per tutti quanti Piola rimane, e siamo certi rimarrà anche in futuro, il bomber per eccellenza e le sue imprese agonistiche saranno ricordate per sempre come un segno indelebile nella storia del calcio mondiale.

Uomo schivo, calciatore esemplare e mito indiscusso per molte generazioni, Piola rappresenta il “calciatore perfetto”, un connubio magico di eleganza, potenza, precisione e fantasia, un purosangue libero di correre nelle praterie dei campi di calcio e capace di regalare, a tutti coloro che lo ammiravano, sogni e realtà. Il sogno di magnifici gol che nessuno, fino ad allora, era riuscito nemmeno ad immaginare e la realtà concreta di tante vittorie indimenticabili.

Silvio Piola nacque a Robbio, provincia di Pavia, il 29 settembre del 1913 e iniziò giovanissimo, appena sedicenne, la sua carriera di calciatore nella Pro Vercelli in serie “A” dove, nella stagione 1930-'31, si fece subito notare segnando tredici gol. Lasciò le “bianche casacche” nel 1934, con al suo attivo ben 51 reti, per passare alla Lazio dove rimase per nove stagioni realizzando un totale di 143 gol. Con la maglia celeste conquistò per due volte il titolo di capocannoniere (stagioni 1936-'37 e 1942-'43).

Ma l'indiscussa classe del centravanti più forte di tutti i tempi esplose con la maglia della Nazionale. All'esordio esaltante con una doppietta nel 1935 contro l'Austria seguirono altre imprese eccezionali: ai Campionati Mondiali di Francia del 1938 sigla altre due doppiette, una proprio contro i “Galletti” nei quarti di finale, l'altra nella finale contro l'Ungheria.

I tempi bui della Seconda Guerra Mondiale videro Piola vestire la maglia amaranto nelle file del Torino nella stagione 1943-'44 e successivamente, alla ripresa dei campionati dopo la pausa dovuta al conflitto bellico, giocò nella Juventus per due stagioni prima di approdare al Novara in serie “B”. Una categoria che gli stava naturalmente stretta e dunque, ancora grazie alle sue doti formidabili, portò gli Azzurri del Novara Calcio in serie “A” dove disputò altri sei campionati segnando complessivamente 70 reti.

Dunque una carriera incredibilmente lunga e prolifica che, grazie a qualità paragonabili solo a quelle dei più grandi calciatori di tutti i tempi e pur avendo giocato in un'epoca in cui i mass-media erano meno presenti nella vita di tutti, gli ha consentito di godere di una notorietà straordinaria.

Il colore “azzurro” gli portò fortuna, mentre giocava nel Novara fu infatti convocato altre due volte in Nazionale.

Silvio Piola è senza dubbio l'uomo dei record: è stato il massimo realizzatore di gol in tre squadre differenti, ha giocato in serie “A” fino a 40 anni diventando il più “anziano” cannoniere della storia, in Nazionale non fu mai espulso e segnò 30 reti in 34 partite (è ad oggi ancora il terzo goleador della Nazionale dopo Riva e Meazza ma con la miglior media reti), suo il record di reti in serie “A”, 274 (290 se si considerano anche i gol del campionato particolare del 1945-'46). Piola è un Campione del Mondo “non scudettato”, infatti nonostante le innumerevoli vittorie non conobbe mai la gioia di arrivare primo in classifica nel Campionato Italiano.

Ma infondo poco importa, oggi che sta lassù, più in alto di tutti, senza dubbio farà fatica a capire il calcio moderno ma certamente saprà apprezzare le gesta di tanti altri ragazzi che come lui sono cresciuti palla al piede e che oggi rappresentano l'essenza di uno sport meraviglioso che, nonostante tutto, non smette di regalare in campo emozioni fortissime.

Ufficio Stampa Novara Calcio S.p.a.

Silvia Colombino


Silvio Piola
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